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ARTICOLO DEL MESE

aprile

IL CANE CON PRURITO

Il  benessere dei nostri pazienti  è sempre la nostra priorità come medici veterinari.
E’  il centro della nostra attenzione e del nostro impegno professionale.
Finalizzato anche ad un’ottima qualità di vita con il proprietario e la sua famiglia.
Spesso il prurito è motivo di visita nei nostri ambulatori: alcune volte la causa è facilmente eliminabile, 
molto spesso invece  non lo è, perchè fa parte dell’ambiente in cui il cane vive ed è capace di creare una malattia allergica, molto spesso cronica.
Il prurito non ha sempre una causa allergica, altre malattie importanti sono da identificare come quelle infettive,parassitarie e neoplastiche.
Oppure addirittura dovute a problematiche neurologiche fortunatamente meno frequenti.
Al proprietario va insegnato il più efficacemente possibile come gestire in futuro la malattia allergica: nella dermatite atopica, per esempio, si possono intraprendere terapie
ed esami per l’identificazione di allergeni ambientali, con preparazione di una terapia desensibilizzante mirata, nel caso  il test risultasse positivo.
Se non fosse possibile intraprendere questa strada od il test non fosse di aiuto, è importante comunque adattare per ogni soggetto la sua terapia,
utilizzando farmaci di nuova generazione,  efficaci e sicuri in un’ottica di utilizzo a lunga durata.
Valutare la risposta alla terapia insieme alla collaborazione del proprietario è indispensabile.
La manifestazione allergica ha un forte impatto anche su di noi e chi soffre di allergia sa che non è facile conviverci. E che spesso sarà una lunga convivenza.
Cordialmente, Anna Rizzoli  Med.Vet Ord.VE n. 153

 



agosto

COME SI SVOLGE LA VISITA DI UN ANIMALE
nel nostro ambulatorio


Che sia un gatto con la tosse, un cane che zoppica, un coniglio che non mangia o un pappagallo che si autodepluma, tutto comincia sempre dall'appuntamento.
Nel nostro ambulatorio lavoriamo su appuntamento, tranne per urgenze ed emergenze (che hanno sempre la precedenza), per organizzare meglio il nostro lavoro ed offrire un servizio ottimale ai nostri clienti e ai nostri piccoli pazienti. Darvi un appuntamento ci permette infatti di ridurre i tempi d'attesa (causa di stress per maggior parte dei nostri pet e per la maggior parte dei loro 'umani'), di dedicare abbastanza tempo alla risoluzione del problema (che quasi mai è quella più semplice e scontata) e di evitare la fretta, che è sempre una cattiva consigliera. 
Solitamente l'appuntamento verrà concordato o per il giorno stesso o per il giorno seguente, in funzione della disponibilità dei medici, o può essere preso anche con anticipo (una o più settimane prima).

E' importante portare in visita gli animali adeguatamente contenuti, per evitare incidenti e 'incontri ravvicinati' in sala d'attesa fra 'prede' e 'predatori':

- i cani vanno portati sempre al guinzaglio
-i gatti, le cavie e i conigli vanno collocati sempre in
un trasportino, con sul fondo della carta di giornale o un asciugamano ripiegato
- i canarini e i pappagalli di piccola taglia possono essere trasportati nella loro gabbia, se trasportabile, coperti da un telo per non vedere l'esterno
- criceti, topi e altri piccoli mammiferi possono essere trasportati nella loro gabbia
- i rettili vanno trasportati in una scatola e, se la temperatura esterna è troppo bassa, si può collocare vicino una bottiglia con dell'acqua calda (non ustionante!)
- le tartarughe d'acqua possono essere trasportate in una scatola con un panno bagnato sul fondo

E' PER VOI IL MOMENTO DELLA VISITA

Se è la prima volta che vi recate presso il nostro ambulatorio vi chiederemo di avere due minuti di pazienza per raccogliere i vostri dati personali: questo ci permetterà di inserirvi nel nostro programma informatico, dove trascriveremo in modo ordinato tutte le informazioni che serviranno per raggiungere la diagnosi. Vi verrà chiesto nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico e il vostro codice fiscale. Vi verranno poi chiesti i dati dell'animale in questione: nome, sesso, età.
A questo punto inizia la parte forse più importante della visita: abbiate pazienza, non è ancora il momento di liberare il vostro pet dalla gabbia, di tirarlo fuori (suo malgrado) dal trasportino, o di sollevare il vostro alano sul tavolo visita: è il momento della 

RACCOLTA DELL'ANAMNESI

Vi verranno chieste informazioni sul problema in questione : da quanto è comparso, se è associato ad altri sintomi, se è peggiorato o rimasto uguale nel tempo; ma vi verranno poste anche delle domande sulla gestione abientale e alimentare dell'animale (soprattutto, ma non solo, per gli animali esotici), sulle sue abitudini, sulla convivenza con altri animali, su precedenti malattie, sul suo stato vaccinale. Insomma, un 'interrogatorio' da parte nostra che potrà sembrarvi superfluo ma che invece rappresenta il punto di partenza essenziale per ogni visita ben fatta.
NON abbiate fretta.
NON date per scontate informazioni a cui siete a conoscenza, ogni 'indizio' può tornarci utile, non direte mai cose inutili, starà a noi poi decidere a cosa dare maggiore importanza.

FINALMENTE LA VISITA

Messe insieme le vostre informazioni, scremate, rielaborate, finalmente ci approcciamo all'animale per cercare conferma, in funzione dei reperti dell'esame obiettivo generale, ovvero dei segni clinici che riscontreremo in ogni singolo apparato, ai nostri sospetti diagnostici. In certi animali, come nei piccoli fringillidi, la visita sarà molto rapida: sappiamo cosa dobbiamo andare a guardare e, più veloci siamo, meno rischi ci saranno per l'animale che è spesso facilmente stressabile, specie se debilitato.
In taluni casi la visita non ci porterà ad un'unica diagnosi: ci saranno più diagnosi differenziali per il problema in questione: vi verranno allora proposti gli esami adatti a identificare la diagnosi definitiva. Si tratta di radiografie, esami colturali o tamponi, esami del sangue, ecografia o altri esami più complessi. Decideremo insieme al proprietario se e cosa fare, faremo subito quello che si può far subito e programmeremo gli accertamenti che vanno programmati (ad esempio perchè necessitano un digiuno o una visita specialistica).

Se verrà impostata una terapia è di fondamentale importanza la vostra collaborazione: il vostro impegno nel somministrare le terapie a casa è spesso un grosso aiuto per un buon risultato. Inoltre il tenerci aggiornati su eventuali miglioramenti o peggioramenti non è per noi motivo di disturbo, ma, al contrario, è un'attenzione molto gradita. 

Vi aspettiamo!






  marzo

RECUPERO FAUNA SELVATICA:
 cosa fare se troviamo un animale selvatico in difficoltà

 

L’art. 5 della legge regionale del Veneto n. 50 del 1993 affida alle Province l’individuazione degli interventi necessari al soccorso di animali appartenenti alla fauna selvatica feriti o in difficoltà rinvenuti sul territorio provinciale. 

In ogni caso è vietata la detenzione di fauna selvatica. 

E' da ricordare che gli uccelli caduti dai nidi o i piccoli mammiferi selvatici allontanatisi dalla tana, spesso vengono soccorsi dai genitori, se non interferiamo. Se non ci sono rischi incombenti (predatori o passaggio di automobili) la cosa migliore è osservare, da lontano. Se invece l'animale è ferito o appare in difficoltà e nessun adulto si avvicina, allora si è autorizzati ad intervenire. La cosa migliore per non farsi male e non fare male all'animale è servirsi di una coperta o di un asciugamano per coprire l'animale che si immobilizzerà e sarà così più semplice da raccogliere. 

In base all'art. 5 della legge Regionale n. 50/93 chiunque rinvenga capi di fauna selvatica morti, feriti o in difficoltà è tenuto a dare comunicazione alla provincia competente per terriorio entro 24 ore.

In attesa dell'arrivo del responsabile del C.R.A.S. è consigliabile riporre l'animale in una scatola di cartone e provvedere a tenerlo al caldo fornendo un pò di acqua da bere ed un alimento appropriato. Attenzione: fornire solo l'alimento idoneo a quella specie! Di seguito alcuni consigli alimentari:

UCCELLI:

Svassi, strolaghe, sule, cormorani, aironi, cicogne: pesce crudo

Oche, cigni e anatre: miscela di granaglie, in alternativa farinacei

Rapaci diurni: carne cruda

Falco pescatore: pesce crudo, che però spesso è accettato solo se vivo, in alternativa carne cruda

Galliformi come fagiani, quaglie e pernici: miscele di granaglie

Gallinelle, porciglioni, folaghe e altri rallidi: carne o pesce crudo in piccoli pezzi 

Trampolieri: carne e pesce crudi in piccoli pezzi, vermi marini, lombrichi, larve della farina o di mosca

Gabbiani e sterne: carne e pesce crudo, talvolta anche pane e pasta ecc.

Urie, pulcinella e gazze marine: pesce crudo

Tortore, piccioni: miscela di granaglie per tortore

Cuculi: carne cruda in piccoli pezzi, larve della farina

Gufi, civette e altri rapaci notturni: carne cruda

Rondoni, succiacapre: carne cruda tritata , pastoni per insettivori

Martin pescatore: pesciolini crudi

Upupe e picchi: carne cruda in piccoli pezzi, larve di mosca

Passeriformi insettivori come allodole, rondini,ballerine, averle, storni, capinere, silvie, pettirossi, merli, tordi, regoli e luì, balie, saltimpali, usignoli, scriccioli e cincie: larve di mosca, pastone per insettivori, pezzettini di carne cruda, anche frutta fresca.

Passeriformi granivori come passeri, fringuelli, cardellini, zigoli ma anche tordi, merli, e pettirossi: miscela di granaglie, pastone per granivori, per alcuni anche pastone per insettivori (merlo, tordo e pettirosso), frutta fresca

Passeriformi onnivori come gazze, corvi, ghiandaie, cornacchie, gracchi: carne cruda, granaglie, pastoni, ma anche pane, pasta, frutta

 

MAMMIFERI adulti

 

Pipistrelli: insetti, larve 

Riccio: insetti, crocchette commerciali per gatti

Lepri: fieno e erba fresca