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LA LEISHMANIOSI

La Leishmaniosi è una malattia parassitaria sostenuta da un protozoo, Leishmania infantum, trasmessa da un vettore, il flebotomo, piccolo insetto ematofago con abitudini prevalentemente notturne.

La malattia è diffusa in tutti i territori costieri del centro-sud Italia e nelle isole ma negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia di leopardo anche al nord Italia.

Il parassita nella forma non infettante (amastigote) circola nel sangue dell'animale infetto, e viene ingerito dal flebotomo durante il suo pasto di sangue. All'interno del vettore l'amastigote matura nella forma infettante (flagellato promastigote). Durante il successivo pasto di sangue il flebotomo trasmetterà nuovamente il parassita nella sua forma infettante, perpetuando la malattia.

Il serbatoio naturale del parassita è il cane, anche se possono essere occasionalmente infettati altri mammiferi, come la volpe, il lupo e l'uomo.

Il periodo d'incubazione della malattia può variare da mesi ad anni: un animale infetto non è automaticamente malato poichè non si evidenziano necessariamente segni clinici e manifestazioni cliniche-patologiche che peraltro possono manifestarsi con assoluta gravità in altri casi.

I segni clinici più frequenti negli animali malati sono: aumento di volume dei linfonodi, anoressia, dimagrimento, lesioni cutanee (ulcere, noduli, alopecia periorbitale, dermatite esfoliativa), lesioni oculari (cheratocongiuntivite, uveite), zoppia, poliuria-polidipsia.

La diagnosi della malattia si può ottenere tramite la ricerca diretta del parassita a partire da tamponi congiuntivati o aspirati midollari e linfonodali, la cui presenta conferma lo stato di infezione. Attraverso un test sierologico è possibile invece valutare la sieroconversione, che in presenza di segni clinici o alterazioni cliniche-patologiche confermano lo stato di malattia.

Per prevenire questa malattia è necessario impostare con il Medico Veterinario curante dei protocolli adeguati al rischio, tramite la somministrazione di specifici prodotti spot-on o l'applicazione di collari antiparassitari.

 

Articoli per approfondire:

Solano-Gallego, Mirò et alii, LeishVet guidelines for the practical management of canine leishmaniosis,  Parasites & Vectors 2011, 4:86